Come promuovere un evento culturale sui social network

Gli eventi culturali sono una complessa macchina promozionale e necessitano forse più di altre iniziative un approccio strategico a tutto tondo per poterne davvero sfruttare le potenzialità in termini di visibilità e conversione. In questo video cerchiamo di fare una panoramica delle azioni da introdurre in ambito comunicativo quando organizziamo un evento, con particolare attenzione all’attività di digital content e di social advertising

La presenza online delle organizzazioni culturali: esserci in modo efficace

Cosa guida le scelte di un’organizzazione culturale che vuole stare online? Cosa ci porta a preferire un canale o l’altro? A presentarci con un tono di voce istituzionale o informale?

Ci piace chiamarla Digital strategy: l’insieme dei canali, dei contenuti, e delle azioni, che ci permette di distinguerci online e di parlare a pubblici specifici.

Una piccola guida su come strutturarla tra best practice nazionali e internazionali, comprese le più recenti esperienze nate dal primo lockdown.

Realizzare il tuo primo podcast: una guida pratica

Cosa c’è prima della scrittura per un podcast? Vediamo insieme il piano di lavoro: tutte le fasi che precedono la registrazione per partire preparati. E: come si scrive un podcast? Ci sono 3 alternative, e qui le scorriamo per individuare quella migliore per noi, a seconda del format che abbiamo scelto e della confidenza con la scrittura. In ultimo vediamo insieme gli strumenti per registrare, editare e distribuire gli episodi del nostro podcast. 

Crowdfunding consapevole: sceglierlo, usarlo, evitarlo

Il crowdfunding è oggi uno degli strumenti più efficaci di raccolta fondi per progetti culturali (e non), grazie al potenziale e alla semplicità di uso offerti dalla dimensione digitale. Ma l’utilizzo di una piattaforma online non garantisce di per sé  il successo di una campagna, occorre sapere utilizzare quello che è “potenziale” per renderlo effettivo. Dietro una campagna di successo ci sono sempre gli stessi principi: pianificazione, scelta di contenuti e proposte, capacità di coinvolgimento con tutti gli strumenti di ingaggio disponibili.

La landing page per il fundraising

La landing page per la raccolta fondi non è “un’altra pagina del sito”, ma la conclusione digitale di un percorso che porti a cliccare il tasto “dona”. Una landing page è uno spazio progettato ad hoc,  in cui, con alcuni accorgimenti tecnici, renderemo l’esperienza di sostegno ai nostri progetti rapida ed efficace: perché donare o non donare è questione di attimi e di sensazioni.

Fundraising digitale, strategie e strumenti

Cosa significa fare digital fundraising? Come strutturare un buona campagna digitale e quali contenuti possono attirare l’attenzione degli utenti emergendo dal rumore di fondo dei social network e della comunicazione online?

Trovi le risposte a queste e a molte altre domane in questo webinar incentrato sulla strutturazione di una campagna di digital fundraising efficace per la tua attività culturale.

Come generare nuovi contatti utili per la tua organizzazione culturale

Appare sempre più necessario crearsi un proprio database di contatti, per poter comunicare continuativamente e direttamente con la propria audience, senza dover sottostare alle variazioni degli algoritmi di Facebook e Instagram, ed evitare superflue spese di sponsorizzazione di post per raggiungere una audience già interessata. Ma qual è il processo per attirare contatti utili? Quali dati raccogliere? Quali contenuti servono? Scoprilo con questo tutorial!Cosa significa lead generation

Come e perché usare i video nella tua strategia digitale

In molte organizzazioni culturali l’uso del video è – in parte giustamente – associato a un rimpiazzo meno efficace della performance dal vivo. Sicuramente trasmettere tale e quale uno spettacolo live su Facebook o YouTube non dà al pubblico – nella maggior parte dei casi – la stessa emozione di essere davvero presenti. Non a caso il cinema si fonda sul montaggio, non sulla presa diretta. 

Ma il video è anche il mezzo più di successo in assoluto in quello che è al momento il canale più efficace per fare conoscere la propria organizzazione, cioè i social media in senso lato, includendo per molti versi anche YouTube.

Come risolvere quindi il dilemma?

La chiave è nel capire qual è il contesto di chi sta fruendo un video, decidendo lunghezza, contenuto, obiettivo e canale caso per caso. Un esempio pratico: una battuta di quindici secondi di un’opera teatrale, ripresa in primo piano, potrebbe essere molto efficace per promuovere lo spettacolo, molto più di una descrizione testuale di 4000 caratteri, soprattutto se la si inserisce in un piano di advertising su Facebook o YouTube che interagisca (a pagamento, sì!) con persone che sono sì potenzialmente interessate al teatro, e che magari vivono in una certa area geografica, ma che non sono ancora così fidelizzate alla nostra organizzazione.

Uno spezzone invece anche di un paio di minuti, pubblicato nella pagina Facebook o nella presentazione di uno spettacolo sul vostro sito può essere molto apprezzato da una platea già coinvolta. E anche questo video sarà più attrattivo di una lunga descrizione testuale – che non dovrà scomparire ovviamente, ma essere integrata.

La pubblicazione integrale aperta a tutti normalmente non dà molti risultati, né di promozione né di visualizzazione, per i motivi che si dicevano all’inizio. Però per qualcuno che ha visto lo spettacolo dal vivo, e che ha comprato il biglietto, potrebbe essere un bel regalo poter rivedere, se non tutta l’opera, almeno qualche spezzone a sua scelta. Basta creare un’area riservata sul sito, che con WordPress non è un’impresa titanica, e inserire il video pubblicato su Vimeo (meglio di YouTube, probabilmente) in modo da non essere trovato altrove da motori di ricerca e da Vimeo stesso.

Ogni operatore della cultura dovrebbe quindi pensare alle proprie performance live (pensate all’infinito serbatoio di contenuti di un festival, per foto e clip) già dall’inizio della progettazione come a un serbatoio di idee per poter continuare a proporre contenuti anche successivamente. Non certo con riprese e foto istituzionali (quelle lasciatele ai cronisti della stampa) ma andando a cercare “creativamente” angoli e momenti che il vostro pubblico amerà rivedere. Oppure addirittura rendendo creatrici le stesse audience — a partire dalla ricondivisione delle stories che il pubblico crea spontaneamente – ma da incentivare – durante gli eventi, ovviamente quando sia possibile. Anche se spegniamo i cellulari in sala, li abbiamo accesi prima, e li accendiamo subito dopo.

Sono in effetti (micro)video anche le stories, le clip che scompaiono dopo 24 ore di Instagram. Non è un caso che il formato più di successo sui social in questo momento sia in pratica un micro-racconto di quindici secondi associato a strumenti di interattività come sondaggi, quiz, tag, ecc. Anche se scompaiono dalla piattaforma sono frammenti preziosi che possiamo salvare e di nuovo mettere in circolo anche nei momenti meno caldi dell’anno, anche fondendoli in video più lunghi. La spontaneità e l’autenticità sono vincenti, in un mondo digitale, spesso come e più che la cura formale e “professionale” dei filmati. 

Naturalmente sempre considerando che il tempo, online, scorre molto più veloce e che un minuto di attenzione è già un regalo inestimabile da parte della nostra audience. Quindi è necessario focalizzarci sempre sull’aspettativa e il contesto di chi lo potrà fruire, vederlo con gli occhi del nostro pubblico, mixando, cucendo e tagliando quello che non serve. E coinvolgendo, ogni volta che sia possibile, il vostro pubblico.

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Digital Hangar è la sfida digitale di Hangar, una piattaforma di attività e di professionisti a disposizione del mondo culturale piemontese che vuole promuovere una visione dell’impresa culturale come economica a tutti gli effetti. Hangar è un progetto dell’Assessorato alla Cultura e Turismo della Regione Piemonte realizzato dalla Fondazione Piemonte dal Vivo. Le sue attività sono realizzate con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo.

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